Sergio Dalmasso storico del movimento operaio italiano. QUADERNI CIPEC e Altri Scritti
  

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Scritti e Materiale Vario di Sergio Dalmasso - Quaderni CIPEC

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Quaderno del CIPEC numero 47  Febbraio 2012   Torna alle categorie

Quaderno Cipec 47

QUADERNO DEL CIPEC NUMERO 47 A STAMPA NEL FEBBRAIO 2012

 

Indice generale
Introduzione‭    ‬5
IL PADULE‭    ‬9
Eugenio Peano,‭ ‬tabaccaio,‭ ‬cuoco,‭ ‬partigiano‭    ‬113
Luigi DALMASSO‭ (‬Saluzzo‭ ‬1937,‭ ‬Cuneo‭ ‬2011‭)    ‬117
In memoria di Luigi Dalmasso,‭ ‬il‭ “‬Maestro‭”‬,‭ ‬il‭ “‬Compagno‭”    ‬121
Vent’anni.‭ ‬Diario di guerra di un giovane bovesano‭    ‬123
Quaderni C.I.P.E.C.‭    ‬134
C.I.P.E.C.‭ ‬Attività‭    ‬139


Introduzione

Molta acqua è passata sotto i ponti in questi diciassette anni che son trascorsi dall'uscita del primo numero di questi quaderni‭; ‬era,‭ ‬infatti,‭ ‬l'aprile del‭ ‬1995.
‭ ‬Al primo numero,‭ ‬dedicato a‭ ‬Lucia Canova,‭ ‬sono seguiti racconti di vita,‭ ‬testimonianze,‭ ‬interviste,‭ ‬atti di convegni,‭ ‬registrazioni di conferenze.‭ ‬Addirittura libri:‭ ‬i due sulla sinistra politica in provincia di Cuneo,‭ ‬la ristampa della storia di‭ ‬Rifondazione comunista,‭ ‬quello sul PCI,‭ ‬a livello nazionale,‭ ‬dai primi anni‭ ’‬50‭ ‬alla morte di Togliatti.‭ ‬Un po‭' ‬atipici il quaderno per gli ottanta anni di‭ ‬Gianni Alasia e quello dedicato ad uno studio sulla locale‭ ‬Lega nord,‭ ‬composto‭ ‬in gran parte da‭ ‬interviste a militanti e dirigenti leghisti.
Se i quaderni si avvicinano al numero di cinquanta,‭ ‬le‭  ‬iniziative,‭ ‬dibattiti,‭ ‬conferenze,‭ ‬convegni,‭ ‬seminari‭… ‬hanno largamente superato il numero di‭ ‬150.‭ ‬Invito,‭ ‬ancora una volta,‭ ‬a leggere i temi trattati e il nome di relatori e relatrici,‭ ‬spesso figure prestigiose della cultura italiana.
Molti/e,‭ ‬purtroppo,‭ ‬in questi venticinque anni‭ (‬la prima conferenza è del‭ ‬1986‭)‬,‭ ‬ci hanno lasciati.
‭ ‬Provo ad elencarli,‭ ‬come segno di omaggio e di gratitudine al loro impegno culturale,‭ ‬mai disgiunto,‭ ‬come dice lo stesso nome del nostro circolo,‭ ‬da quello politico:‭ ‬Ludovico Geymonat,‭ ‬filosofo e partigiano,‭ ‬Mario Spinella,‭ ‬scrittore e studioso di varie discipline,‭ ‬Enrica Collotti Pischel,‭ ‬storica dell’Asia,‭ ‬Enzo Santarelli,‭ ‬storico,‭ ‬direttore di riviste,‭ ‬autore della più significativa storia dell’Italia repubblicana,‭ ‬Giancarlo Ferrero,‭ ‬giurista,‭ ‬Alberto Cipellini,‭ ‬partigiano GL e senatore socialista del cuneese,‭ ‬Marinella Morini,‭ ‬insostituibile‭ “‬esperta‭” ‬di cinema in tutti i nostri convegni su‭ ‬Gli anni della nostra storia,‭ ‬Luigi Cortesi,‭ ‬direttore della‭ “‬Rivista storia del socialismo‭” ‬e di‭ “‬Giano:‭ ‬pace,‭ ‬ambiente,‭ ‬problemi globali‭”‬,‭ ‬Mario Martini,‭ ‬ex sindaco di Boves,‭ ‬autore,‭ ‬in una serata bovesana,‭ ‬di una testimonianza sugli anni‭ ’‬50.
A questi nomi,‭ ‬aggiungiamo,‭ ‬con dolore,‭ ‬quello di‭ ‬Massimo Bontempelli,‭ ‬recentemente e improvvisamente scomparso.
Pisano,‭ ‬insegnante nei licei,‭ ‬autore di splendidi testi di storia e filosofia per queste scuole,‭ ‬studioso del pensiero marxista e dei grandi nodi della storia,‭ ‬va ricordato per il suo impegno culturale e per l’attenzione alle trasformazioni della scuola,‭ ‬analizzate con critica frontale,‭ ‬basata soprattutto sulla costatazione della assenza di un qualunque asse culturale in tutte le pseudo riforme o contro riforme che la scuola ha subito negli ultimi decenni.‭ ‬La necessità di elaborare un asse culturale centrato sulla storia,‭ ‬in sostituzione di quello filosofico-idealistico presente nella riforma Gentile,‭ ‬è proposta significativa,‭ ‬in positivo,‭ ‬anche se non ci illudiamo che possa suscitare interesse ed essere accolta nella drammatica situazione attuale.‭
 Interessante,‭ ‬e da riprendere,‭ ‬è l’analisi di Bontempelli sul‭ ‬Cristo storico,‭ ‬studiato con attenzione ed interesse,‭ ‬inquadrato nel contesto in cui sorge il cristianesimo,‭ ‬analizzato nei termini materialistici che l’autore ha come asse anche nei suoi testi scolastici.
‭ ‬Lo ricordiamo a Cuneo,‭ ‬nella sala del liceo scientifico,‭ ‬nel lontano autunno‭ ‬1988,‭ ‬autore di una splendida conferenza su Lenin,‭ ‬all’interno del ciclo‭ ‬Le rivoluzioni del‭ ‘‬900.‭ ‬Ricordo ancora il suo parlare a braccio,‭ ‬senza neppure un appunto,‭ ‬ma soprattutto la grande capacità di uscire da ogni agiografia e di tratteggiare,‭ ‬del rivoluzionario sovietico,‭ ‬gli aspetti di innovazione e di scoperta,‭ ‬utili ancora oggi,‭ ‬nei confronti della tradizione che già produceva ossificazioni.
Ancora,‭ ‬ricordo la modestia e la semplicità:‭ ‬gli avevamo offerto,‭ ‬come potevamo e possiamo,‭ ‬un'ospitalità spartana e il semplice rimborso del biglietto ferroviario,‭ ‬ovviamente seconda classe,‭ ‬Pisa-Cuneo‭ (‬viaggio lungo e con cambi‭)‬.
Andarsene a‭ ‬65‭ ‬anni è proprio uno schifo,‭ ‬soprattutto quando si avrebbero ancora tante cose da studiare,‭ ‬scrivere,‭ ‬dire,‭ ‬fare,‭ ‬insegnare.‭ ‬Queste poche righe valgano come modesto omaggio,‭ ‬colmo di riconoscenza,‭ ‬e come saluto sincero al figlio Sergio.
Veniamo al quaderno‭ ‬47‭ ‬che avete fra le mani.
‭ ‬Nel numero‭ ‬43‭ (‬febbraio‭ ‬2010‭)‬,‭ ‬abbiamo pubblicato il romanzo‭ ‬Figli dell’officina di‭ ‬Luigi Poggiali,‭ ‬operaio toscano che oggi vive nella nostra provincia.‭ ‬Il tema era l’autunno caldo a Torino,‭ ‬alla FIAT,‭ ‬in un intreccio di lotte,‭ ‬dibattito politico,‭ ‬spinte giovanili,‭ ‬speranze.
‭ ‬Oltre ad alcuni racconti,‭ ‬pubblicati in un piccolo libro,‭ ‬Poggiali ha scritto un romanzo sul periodo resistenziale nelle sue terre,‭ ‬sul dramma della guerra,‭ ‬sulla durezza del lavoro,‭ ‬sulla povertà delle famiglie‭ (‬l’impossibilità di comprare le scarpe di cuoio,‭ ‬la fame‭…)‬.‭ ‬Il titolo è‭ ‬Il padule,‭ ‬termine toscano forse a noi poco comprensibile,‭ ‬mentre il sottotitolo‭ ‬Uomini alla macchia,‭ ‬richiama una lettura della guerra partigiana e dell’opposizione al nazifascismo,‭ ‬propria della cultura comunista‭ (‬simile il titolo di un’opera di Luigi Longo‭)‬.‭ ‬Il romanzo,‭ ‬scritto a macchina decine di anni fa e rimasto a lungo inedito,‭ ‬vede oggi la luce affinché si possa tener memoria di uno spaccato di storia locale.
Il testo,‭ ‬anche se tratta di fatti al tempo stesso gloriosi,‭ ‬tragici,‭ ‬dolorosi,‭ ‬è piacevole e scorrevole,‭ ‬nell’intreccio di storie personali e collettive,‭ ‬di una piccola epica che diventa pagina di storia.‭ ‬Come in testi più importanti‭ (‬il richiamo a‭ ‬Elsa Morante è d’obbligo‭) ‬le piccole vicende individuali diventano espressione di una comunità,‭ ‬di un popolo,‭ ‬legano il passato‭ (‬una dura vita di lavoro e povertà‭) ‬al presente‭ (‬la guerra,‭ ‬l’occupazione nazista‭) ‬e ad un futuro sperato e anche mitizzato‭ (‬la libertà politica,‭ ‬ma pure l'eguaglianza sociale‭)‬.
Qualcuno/a,‭ ‬leggendo il romanzo,‭ ‬avrà qualche piccola difficoltà per la presenza di non pochi toscanismi.‭ ‬Non avrebbe avuto senso trasformarli in un‭ “‬italiano‭” ‬che li avrebbe impoveriti.‭ ‬Ognuno/a sa,‭ ‬inoltre,‭ ‬come alcuni termini dialettali‭ (‬ma si possono definire così i toscanismi‭?) ‬siano difficilmente traducibili.

Buona lettura a tutti/e.
‭ ‬Completano il quaderno la ristampa di un piccolo opuscolo,‭ ‬pubblicato a Boves nel‭ ‬1998,‭ ‬i ricordi di‭ ‬Luigi Dalmasso,‭ ‬improvvisamente scomparso,‭ ‬al suo funerale al parco della Resistenza di Cuneo e un articolo di‭ ‬Adriano Toselli,‭ ‬uscito,‭ ‬alcuni anni fa,‭ ‬su un settimanale cuneese.
Nel primo,‭ ‬Natalino Macario racconta la propria difficile vita negli anni di guerra,‭ ‬dall’arruolamento alla scelta partigiana,‭ ‬dall’arresto al lager.‭ ‬Natalino,‭ ‬a quasi‭ ‬88‭ ‬anni di età,‭ ‬è,‭ ‬ancor oggi,‭ ‬attivissimo nell’ANPI di Boves.
‭ ‬Il secondo ricorda la figura di‭ ‬Bartolomeo‭ “‬Genio‭” ‬Peano,‭ ‬cuoco partigiano,‭ ‬per anni presidente dell’ANPI di Boves e scomparso da circa un anno.
Ci è sembrato giusto che il piccolo omaggio ai due partigiani locali comparisse in un testo dedicato alla Resistenza.
‭ ‬Nel prossimo numero,‭ ‬ancora nel‭ ‬2012,‭ ‬l’intervista ad un ex internato nei lager,‭ ‬scritti vari e l’ultimo riassunto di testi filosofici,‭ ‬ad opera del genovese/braidese‭ ‬Aldo Arpe di cui abbiamo pubblicato tre‭ “‬bignamini‭” (‬come lui li definisce‭) ‬nel numero‭ ‬46‭ (‬maggio‭ ‬2011‭)‬.‭ ‬La difficoltà,‭ ‬soprattutto dei testi su Marx,‭ ‬è innegabile,‭ ‬ma pensiamo valga la pena valorizzare il prezioso lavoro di Arpe e confrontarsi con autori ed opere di enorme importanza e attualità.


 
Sergio Dalmasso